Siamo cresciuti con l’idea di essere completamente liberi. Liberi di scegliere, di cambiare strada, di decidere chi essere.. ed in parte è vero. Ogni giorno prendiamo decisioni, piccole o grandi, e ci muoviamo dentro la nostra vita come se tutto dipendesse da noi.
Eppure, se ci fermiamo davvero a osservare, qualcosa non torna fino in fondo.
Ci sono situazioni che si ripetono. Dinamiche che sembrano rincorrerci. Emozioni che ritornano, anche quando cambiano i contesti, i luoghi, le persone. È come se la vita, in modo silenzioso ma costante, continuasse a portarci davanti agli stessi nodi.
Da qui nasce una domanda sottile: siamo davvero liberi, oppure stiamo seguendo qualcosa di più profondo?
Secondo una visione più ampia, noi non siamo solo ciò che viviamo qui sulla Terra, ma siamo anime che fanno un’esperienza umana, e questa esperienza non è casuale. È come se, prima di nascere e in uno spazio più consapevole, avessimo scelto alcune esperienze da attraversare; non per punirci, ma per crescere, comprendere ed evolvere.
Durante la vita, infatti, nessuno ci obbliga ad affrontare ciò che fa male. Possiamo evitare, rimandare, distrarci, fare finta di niente. Possiamo scegliere di non guardare. E questa è, a tutti gli effetti, una forma di libertà.

Ma c’è un dettaglio importante: ciò che non affrontiamo, ritorna.
Non sempre nello stesso modo, non sempre con le stesse persone, ma con la stessa essenza, ed è per questo che a volte ci ritroviamo a vivere relazioni simili, a sentire lo stesso dolore, a cadere negli stessi schemi. Non è sfortuna, e non è nemmeno un errore, è come se la vita continuasse a riproporci quell’esperienza finché non siamo pronti ad entrarci davvero dentro.
Io l’ho vissuto sulla mia pelle.
Per anni mi sono ritrovata in relazioni in cui venivo tradita. Cambiavano le persone, ma il risultato era sempre lo stesso. All’inizio pensavo fosse solo sfortuna, poi ho iniziato a farmi delle domande più scomode. Ho capito che, in fondo, non mi fidavo davvero di nessuno… ma soprattutto non mi fidavo di me stessa. Non mi amavo abbastanza e cercavo di tenere tutto sotto controllo, come se così potessi evitare il dolore.
Finché è arrivato un momento in cui non potevo più scappare.
Ho scelto di fermarmi e affrontare quel dolore, dopo anni in cui si era ripresentato sotto forme diverse. E da lì qualcosa ha iniziato a cambiare davvero. Ho iniziato ad amarmi di più, a mettermi al primo posto, a lasciare le altre persone libere di essere ciò che sono, senza cercare di controllarle.
Ma soprattutto ho iniziato a sentirmi libera di scegliere per me.
Ed è lì che ho compreso qualcosa di profondo. Il libero arbitrio è un’illusione, ma non nel senso negativo che immaginiamo. Non è mancanza di scelta, né qualcosa che ci limita, al contrario è una forma di amore incondizionato. Perché sì, possiamo evitare ciò che fa male, possiamo rimandare, ignorare e fare finta di niente. Ma la vita, con una pazienza infinita, continuerà a riportarci davanti a ciò che abbiamo bisogno di vedere. Non per punirci, ma perché, a un livello più profondo, siamo stati noi a scegliere quel percorso. Se fosse davvero una prigione, saremmo obbligati a cambiare. Invece possiamo restare fermi anche per anni.
Possiamo sbagliare, cadere, ripetere. E la vita non smette mai di darci possibilità. E’ vero, non siamo liberi di evitare tutto ciò che ci accade. Ma siamo profondamente liberi nel modo in cui scegliamo di attraversare ciò che ci accade e nel momento in cui smettiamo di scappare, qualcosa si sblocca. Non fuori, ma dentro. E spesso è proprio lì che anche la realtà, lentamente, smette di ripetersi. Forse non si tratta di essere completamente liberi, come ci hanno sempre detto, ma di ricordare che, in qualche modo, abbiamo già scelto di essere qui e che tutto ciò che incontriamo, anche quando è difficile, non è contro di noi, ma parte di un percorso che parla di crescita, consapevolezza e, soprattutto, amore.


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